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Lo Studio Legale Damonte collabora con lo Studio legale canadese Blake, Cassels & Graydon LLP (Blakes)   Ho il piacere d’informare i lettori che lo Studio Legale Damonte collaborerà con uno Studio legale canadese Blake, Cassels & Graydon LLP (Blakes), che è uno dei più prestigiosi studi legali canadesi che fornisce servizi di consulenza ed assistenza in Canada e nel resto del mondo. Questa collaborazione faciliterà la fornitura di servizi di consulenza legale e fiscale alle imprese italiane ed europee che intendono aprire una propria attività in Canada e sia per le imprese canadesi che intendessero investire in Italia e più in generale in Europa. I Clienti, pertanto, che fossero interessati possono contattarci senza alcun impegno.   I have the pleasure to inform readers that Law Firm Damonte will be collaborating with Canadian-based, Blake, Cassels & Graydon LLP (Blakes), one of Canada’s top business law firms providing exceptional legal services to leading business in Canada and around the world. Such collaboration will facilitate the provision of legal and tax services to Italian and European companies wishing to do business in Canada and for Canadian companies intending to invest in Italy and more generally in Europe. Clients, therefore, who are interested can contact us without any obligation.   AGGIORNAMENTO CETA L’accordo economico e commerciale globale (Comprehensive Economic and Trade Agreement-CETA) tra Ue e Canada, i cui negoziati erano stati avviati nel maggio del 2009, è stato firmato il 30 ottobre 2016, in occasione del 16º vertice UE-Canada. Ottenuto il consenso del Parlamento europeo nel febbraio 2017 e completata la ratifica da parte del Parlamento canadese, il CETA è entrato in vigore, in via provvisoria, il 21 settembre 2017, per le materie che rientrano nella competenza UE. L’applicazione in via definitiva avverrà, invece, dopo la ratifica da parte dei Parlamenti nazionali dei Paesi UE e consentirà l’attuazione anche delle disposizioni che ricadono sotto le competenze degli Stati membri (protezione degli investimenti, accesso al mercato per gli investimenti di portafoglio – ma non per gli IDE, già possibile con l’applicazione provvisoria - risoluzione delle controversie in materia di investimenti con il sistema delle corti, camcording - nel quadro della tutela dei diritti di proprietà intellettuale - procedure, riesami e ricorsi amministrativi a livello di Stati Membri, misure fiscali). A partire dal 1°gennaio 2018, per poter beneficiare del trattamento preferenziale previsto dall’Accordo per beni di valore superiore a 6.000 euro, gli esportatori UE dovranno essere registrati nella banca dati REX, la nuova modalità di certificazione dell’origine introdotta dall’Unione. Per quanto attiene il procedimento di ratifica dell’Accordo da parte del nostro Parlamento, il disegno di legge è ancora all’esame del Senato, che ne ha rimandato la discussione a data da destinarsi. Il CETA è il primo accordo commerciale raggiunto dall’UE con un partner G7, un Paese con cui abbiamo ampie similitudini dal punto di vista culturale, sociale ed economico. Al momento, rappresenta il modello più avanzato di accordo commerciale negoziato dall'UE e comprende disposizioni vincolanti sul mantenimento di elevati standard ambientali e sociali, la più ampia liberalizzazione di linee tariffarie nella storia dei negoziati commerciali dell’UE, oltre alla liberalizzazione di importanti settori dell’economia tra cui i servizi, gli investimenti e gli appalti pubblici, nonché l’abbattimento delle barriere non tariffarie e la tutela della proprietà intellettuale. Il vantaggio più immediato per imprese e consumatori sarà l’abbattimento dei dazi: nel complesso sarà liberalizzato il 98,6% delle linee tariffarie canadesi e il 98,7% di quelle europee (98,2% e 97,7%, rispettivamente, all’entrata in vigore) mentre per  lo 0,5% dei prodotti canadesi e l’1% di quelli UE sono previsti periodi transitori dai 3 ai 5 ai 7 anni. Per i beni industriali, la liberalizzazione delle tariffe a regime sarà pari al 100%, di cui il 99,6% (Canada) e il 99,4% (UE) all'entrata in vigore. I pochi prodotti non liberalizzati all’entrata in vigore  (es. alcune linee del settore automotive) lo saranno in 3, 5 e 7 anni. Per gli esportatori UE questo dovrebbe tradursi, a regime, in un risparmio medio in dazi di 470 milioni di euro. Per i prodotti agricoli e agroalimentari, verranno liberalizzate il 91,7% delle linee tariffarie canadesi (di cui il 90% all'entrata in vigore) e il 93,8% (92,2% all’entrata in vigore) delle linee UE, con staging fino a 7 anni. Sebbene il livello di protezione tariffaria medio del Canada fosse già relativamente basso, persistevano tuttavia numerosi “picchi” tariffari in settori strategici per il Made in Italy, quali macchinari industriali (1 miliardo di export e dazi fino al 9,5%), mobili (anche qui il 9,5% e 128 milioni di export), calzature (dazi al 20%), prodotti in pelle (50 milioni di export, dazi fino a 13%) e, per il settore agroalimentare, vino (300 milioni di export e dazi fino ai 7 centesimi al litro), pasta (fino all’8,5%), cioccolata (fino al 6%), pomodori (fino all’11,5%), acque minerali (esportazioni 39 milioni di euro, dazi 11%). Equilibrato anche il risultato per quanto riguarda l’accesso al mercato agroalimentare per i prodotti sensibili, per i quali è prevista l’applicazione di contingenti tariffari (TRQs) (manzo, maiale e mais per l’UE e prodotti lattiero-caseari per il Canada) o l’esclusione dalla liberalizzazione (pollo, tacchino, uova). A compensazione di tali quote, l’UE ha ottenuto dal Canada l’apertura di un nuovo contingente di formaggi pari a 17.700 tonnellate, di cui 16.000 destinate a formaggi di qualità e 1700 t a formaggi industriali. In totale, grazie anche ad un incremento della quota OMC, potranno essere esportati in Canada 18.500 tonnellate (+130% rispetto alla quota attuale). Al riguardo, va rimarcato che l’Italia è il maggior esportatore UE di formaggi, con un fatturato di export pari a 40 milioni di euro (attualmente al di fuori della quota OMC il dazio è proibitivo: 227%).[1] Per il grano tenero (bassa e media qualità) il contingente esistente a livello OMC a favore del Canada verrà portato a 100.000 tonnellate a dazio zero; in compenso, l’UE otterrà l’eliminazione dei dazi sulle attuali quote OMC di prodotti lattiero caseari, uova e pollame. Ci sarà quindi reciprocità tra le quote dei prodotti in Canada e quelle in Europa ed entrambe saranno gestite con un sistema di licenze. Anche per quanto riguarda i prodotti della pesca il CETA prevede l’eliminazione del 100% dei dazi in periodi transitori di 3, 5 o 7 anni. Va evidenziato, inoltre, come tutte le importazioni dal Canada dovranno conformarsi agli standard UE in materia di sicurezza alimentare, compresa la legislazione sugli OGM, la normativa sull’impiego di ormoni e antibiotici nella produzione alimentare e il principio di precauzione. Con riferimento a vini e spiriti, che rappresentano la principale voce di esportazione agricola dell’UE verso il Canada, l’eliminazione tariffaria verrà accompagnata dalla rimozione di numerose barriere, tra cui quelle non tariffarie. È stata anche prevista l’inclusione nel CETA dell’Accordo sui vini e sulle bevande spiritose Il CETA produrrà benefici considerevoli per il nostro accesso al mercato anche attraverso una armonizzazione delle procedure doganali, riducendo i costi burocratici, soprattutto per le PMI. Oltre alla riduzione degli ostacoli amministrativi, il CETA avrà effetti significativi sulle barriere non tariffarie, favorendo l’armonizzazione, dove possibile, od il mutuo riconoscimento, di norme e standard tecnici, abbattendo i costi per le certificazioni, la marcatura o l’etichettatura dei prodotti, oggi particolarmente onerosi per le imprese di piccola e media dimensione. Il CETA presenta importanti opportunità anche nel campo degli appalti pubblici, dove l’UE ha ottenuto un grado di apertura inedito, soprattutto per gli appalti a livello sub-federale, in settori come il trasporto ferroviario, l’energia o le utilities. Di notevole interesse per le nostre imprese potrebbe inoltre essere il Programma di sviluppo infrastrutturale, di recente approvato dal Parlamento canadese, del valore di  circa 60 miliardi di dollari per spese da effettuarsi nei prossimi 10 anni. Anche in materia di proprietà Intellettuale, l’UE ha ottenuto dal Canada, paese tradizionalmente estraneo a questo tipo di sistema, il riconoscimento delle IIGG europee. L’accordo, infatti, riconosce e tutela 145  IIGG, di cui 41 italiane. Alcuni dei nostri prodotti nel comparto dei salumi (prosciutti “Parma”, “San Daniele” e “Toscano”) avranno un regime di coesistenza con marchi canadesi registrati in precedenza, cosi come il Parmigiano Reggiano verrà tutelato e coesisterà con la dicitura generica “Parmesan”, mentre per altri formaggi IIGG (Asiago, Fontina e Gorgonzola) è stata individuata una soluzione ad hoc che prevede, accanto al riconoscimento e alla la coesistenza con marchi già presenti (ma con divieto di registrazione di nuovi marchi a partire dall’ottobre 2013), il divieto di “evocazione” e l’obbligo di differenziazione attraverso diciture volte ad evitare pratiche di Italian sounding. Per quanto riguarda il Capitolo Servizi e investimenti, il CETA è di gran lunga l'accordo di più ampia portata mai concluso dall'UE, in quanto prevede la liberalizzazione di un ampio numero di settori, compresi i servizi finanziari, i servizi marittimi, le telecomunicazioni, l’e-commerce e i servizi postali. L'accesso al mercato è assicurato a livello federale e - per la prima volta - anche a livello provinciale. Le imprese usufruiranno altresì di una adeguata protezione per i loro investimenti, in quanto nel CETA viene incluso per la prima volta il nuovo meccanismo di risoluzione delle controversie RID-ICS (Resolution Investment Dispute - International Court System) che introduce innovazioni importanti, quali l’istituzione di un tribunale di primo e grado e di uno di appello, mantenendo al contempo il pieno diritto dei governi di legiferare e di perseguire obiettivi di interesse pubblico, come la protezione della salute, della sicurezza o dell'ambiente. In conclusione, il CETA costituisce per l’UE uno strumento per promuovere relazioni più approfondite con il Canada e per accrescere il coinvolgimento politico ed economico dell’Unione nell’ambito delle relazioni transatlantiche. Si stima, infine, che il CETA potrà determinare una crescita dell'interscambio UE-Canada di beni e servizi di circa il 23%, equivalente a circa 26 miliardi di euro, e la creazione di posti di lavoro attraverso l’aumento di scambi commerciali ed investimenti (ogni miliardo di euro in esportazioni provenienti dall'UE supporta in media 14.000 posti di lavoro, i quali tendono a essere meglio remunerati rispetto a quelli che non dipendono dalle esportazioni). (fonte MISE) [1] Con riferimento ai criteri di assegnazione delle quote da parte canadese, ultimamente abbiamo ricevuto alcune lamentele dall’Associazione industrie lattiero-casearie (Assolatte) in quanto i loro tradizionali importatori non sarebbero riusciti ad ottenere alcuna licenza aggiuntiva rispetto a quelle di cui beneficiavano in precedenza. Abbiamo suggerito loro di rivolgersi a importatori più piccoli, in quanto l’Accordo è strutturato per favorire anche i piccoli operatori, che potrebbero rappresentare un nuovo canale di distribuzione.         MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE COMUNICATO   Entrata in vigore dell'Accordo di sicurezza sociale tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Canada, fatto a Roma il 22 maggio 1995, con Protocollo aggiuntivo, fatto a Roma il 22 maggio 2003. (17A05048) (GU Serie Generale n.171 del 24-07-2017) In data 27 giugno 2017 si e' perfezionato lo scambio degli strumenti di ratifica previsto per l'entrata in vigore dell'Accordo  di sicurezza sociale tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Canada, fatto a Roma il 22 maggio 1995.  In conformita' al suo articolo 33.1, l'Accordo entra in vigore il 1° ottobre 2017. In pari data, in base al suo art. 8, entra in vigore anche il Protocollo aggiuntivo dell'Accordo in parola.  Estratto al comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 31 del 24.5.2017 Il Consiglio dei ministri si è riunito oggi, mercoledì 24 maggio 2017, alle ore 18.50 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Paolo Gentiloni. Segretario la Sottosegretaria alla Presidenza Maria Elena Boschi. Ratifica ed esecuzione dell’Accordo di partenariato strategico tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Canada, dall’altra, fatto a Bruxelles il 30 ottobre 2016 e dell’Accordo economico e commerciale globale tra il Canada, da una parte, e l’Unione europea e i suoi Stati membri, dall’altra, con allegati, fatto a Bruxelles il 30 ottobre 2016, e relativo strumento interpretativo comune (disegno di legge) Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Angelino Alfano, ha approvato un disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo di partenariato strategico tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Canada, dall’altra, fatto a Bruxelles il 30 ottobre 2016, nonché dell’Accordo economico e commerciale globale tra il Canada, da una parte, e l’Unione europea e i suoi Stati membri, dall’altra, con allegati, fatto a Bruxelles il 30 ottobre 2016, e relativo strumento interpretativo comune. Di seguito le principali caratteristiche dei due accordi. 1. Accordo di partenariato strategico (Strategic partnership Agreement – SPA) L’Accordo di partenariato strategico (SPA) mira a rafforzare il dialogo politico e a migliorare la cooperazione ai livelli bilaterale, regionale e multilaterale e riaffermare lo status strategico delle relazioni tra l’Unione europea (e i suoi Stati membri) e il Canada. Si pongono le basi per una più ampia collaborazione in materia di tutela dei diritti umani, non proliferazione delle armi di distruzione di massa, lotta al terrorismo, promozione della pace e della stabilità, su questioni economiche globali, nonché in tema di fiscalità, sviluppo sostenibile, benessere dei cittadini, scienza, tecnologia, ricerca e innovazione, cultura e istruzione, gestione delle catastrofi naturali e causate dall’uomo, giustizia, libertà e sicurezza, ambiente e cambiamenti climatici. A tal ultimo proposito, l’Accordo stabilisce che le parti continuino a sostenere gli sforzi internazionali nell’ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e dell’accordo di Parigi. A ciò potrà ricollegarsi il programma G7/Salute, “Impatto dei cambiamenti climatici sulla salute”, proposto dalla Presidenza italiana agli altri Stati, tra cui il Canada, per definire una strategia comune di mitigazione e di adattamento. Si prevede infine il rafforzamento della collaborazione su questioni quali le migrazioni, l’asilo e la gestione delle frontiere, la cooperazione giudiziaria, la lotta alla criminalità organizzata e informatica, alla corruzione, al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, la protezione consolare e dei dati personali. 2. Accordo economico e commerciale globale (Comprehensive Economic and Trade Agreement – CETA) Lo scopo dell’Accordo economico e commerciale globale (CETA) tra l’Unione europea (e i suoi Stati membri) e il Canada è stabilire relazioni economiche avanzate e privilegiate, fondate su valori e interessi comuni, con un partner strategico. Si creano nuove opportunità per il commercio e gli investimenti tra le due sponde dell’Atlantico grazie a un migliore accesso al mercato per le merci e i servizi e a norme rafforzate in materia di scambi commerciali per gli operatori economici. Sul piano commerciale, si stima che il CETA determinerà una crescita dell’interscambio di beni e servizi con l’Ue del 22,9%, per circa 26 miliardi di euro. Benefici sono attesi anche per gli scambi con l’Italia, che nel 2015 è stata l’ottavo maggiore Paese fornitore ed il tredicesimo mercato di destinazione, con esportazioni verso il Canada per circa 7,3 miliardi di dollari canadesi. L’Accordo garantirà comunque espressamente il diritto dei governi di legiferare nel settore delle politiche pubbliche, salvaguardando i servizi pubblici (approvvigionamento idrico, sanità, servizi sociali, istruzione) e dando la facoltà agli Stati membri di decidere quali servizi desiderano mantenere universali e pubblici e se sovvenzionarli o privatizzarli in futuro.  ******************************** Si pubblica il testo della proposta di accordo che sarà sottoposta prossimamente al Parlamento dell'Unione in merito al Comprehensive Economic and Trade Agreement tra l'Unione Europea ed il Canada. Il CETA creerà nuove opportunità per gli agricoltori e i produttori del settore alimentare, ferma restando la piena tutela in rapporto a temi ritenuti sensibili nell'UE. Le aperture dell'UE su determinati prodotti sono limitate ed equilibrate e sono compensate da aperture canadesi che rispondono a importanti interessi europei riguardanti le esportazioni di prodotti quali formaggi, vini e bevande spiritose, prodotti ortofrutticoli, prodotti trasformati e indicazioni geografiche. L'accordo migliorerà l'accesso europeo ai servizi marittimi in Canada e tutelerà i prodotti agricoli europei che per la loro peculiarità godono dell'attribuzione della denominazione di indicazioni geografiche. Anche i 500 milioni di consumatori dell'UE trarranno vantaggi dal CETA. L'accordo offre una scelta più ampia pur nel rispetto degli standard di qualità attuali, dato che solo i prodotti e i servizi pienamente conformi alla regolamentazione dell'UE potranno avere accesso al mercato dell'UE. Ciò significa che il CETA non modificherà il modo in cui l'Unione europea disciplina la sicurezza alimentare, per quanto riguarda ad esempio gli OGM o il divieto di commercializzare carne bovina trattata con ormoni. Il meccanismo di risoluzione delle controversie investitore-Stato (ISDS), quale attualmente previsto da molti accordi commerciali bilaterali negoziati dai governi dell'UE, è stato sostituito da un nuovo e perfezionato sistema giudiziario per la protezione degli investimenti. Il nuovo meccanismo sarà pubblico e non si fonderà su tribunali ad hoc. La riforma consentirà agli investitori di essere protetti dalla discriminazione in un ristretto numero di casi, ma comunque senza che ciò possa dar adito ad alcuna preoccupazione quanto al diritto degli Stati di legiferare nell'interesse pubblico. Le procedure del tribunale competente per le controversie tra investitori e Stati in materia di investimenti saranno trasparenti e i giudici saranno nominati dall'UE e dal Canada. La Commissione è impegnata a completare e mettere a punto la riforma del sistema di risoluzione delle controversie in materia di investimenti, e le discussioni di queste recenti settimane e degli ultimi giorni hanno contribuito a dare concretezza a questo impegno. Gli Stati membri continueranno a essere liberi di organizzare a loro piacimento servizi pubblici come l'assistenza sanitaria e l'istruzione. Questa e altre questioni sono state ulteriormente chiarite in uno strumento interpretativo comune che avrà forza giuridica e che descrive chiaramente e senza ambiguità i contenuti di quanto concordato tra Canada e Unione europea in una serie di articoli del CETA (fonte http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-3581_it.htm?locale=it).   Si pubblica, altresì, un breve documento che tratta dei rapporti tra Canada e l'Italia con traduzione anche in lingua inglese, nonché i seguenti documenti editi dall'Ambasciata del Canada in Italia: - una guida per aprire un'attività in Canada; - i numeri utili per gli esportatori italiani. Ricordo che il Canada è un paese ottimo in cui iniziare a fare business. La recente crisi ha avuto effetti assai meno negativi in Canada. Il livello di tassazione è tra i più bassi tra i G7 così come il costo del lavoro.     Inoltre, si segnalano: •            Blakes Guide to Doing Business in Canada 2016: http://www.blakesbusinessclass.com/wp-content/uploads/2016/09/Doing_Business_in_Canada_2016.pdf •            Blakes Doing Business in Quebec 2016: http://www.blakesfiles.com/Guides/Blakes_Doing_Business_in_Quebec_EN.pdf   Al seguente link, invece, si trovano le informazioni necessarie per lavorare in Canada, ottenere la residenza permanente, ed aprire un'attività: http://www.canadainternational.gc.ca/italy-italie/visa.aspx?lang=eng   Al seguente link, infine, è contenuta la lista degli avvocati e dei notai italiani indicati dalla Canadian Trade Commissioner Service del Governo canadese: http://tradecommissioner.gc.ca/italy-italie/visit-info-visiteur/6763.aspx?lang=eng#

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